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Ravenna, I Monumenti Paleocristiani - anno d'iscrizione 1996
Criteri I, II, III, IV: considerato che l'insieme dei monumenti religiosi paleocristiani di Ravenna è di importanza straordinaria in ragione della suprema maestria artistica dell'arte del mosaico. Essi sono inoltre la prova delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea. Gli otto monumenti per i quali Ravenna è stata inclusa nella Lista del Patrimonio Mondiale sono: Mausoleo di Galla Placidia, Battistero Neoniano, Battistero degli Ariani, Sant’Apollinare Nuovo, Cappella Arcivescovile, Mausoleo di Teodorico, Basilica di San Vitale, Sant’Apollinare in Classe
Ravenna città d'arte e cultura, città del mosaico, città antica che 1600 anni fa è stata tre volte capitale: dell'impero romano d'occidente, di Teodorico re dei Goti, dell'impero di Bisanzio in Europa.
La magnificenza di quel periodo ha lasciato a Ravenna una grande eredità di monumenti dai colorati mosaici.
1. Il Mausoleo di Galla Placidia, una piccola costruzione in cotto che non lascia immaginare la ricchezza dei mosaici all'interno. Sia la struttura e che immagini del Mausoleo dell'imperatrice Galla Placidia sono rievocative della vita e della morte di una principessa imperiale pienamente coinvolta nella storia dell'impero del padre Teodosio il Grande.
La gloria dell'Impero romano cristiano per Galla Placidia era espressa dalla Croce: ecco dunque il suo Mausoleo a forma di croce latina e il simbolo principale del mosaico stesso nel centro della volta. La croce celeste splende tra le stelle del cielo, il cielo della salvezza eterna, il cielo del Regno di Dio.
La croce é il simbolo che il Christus Victor regge nella sinistra, seduto nella potenza del suo regno, accarezzando la pecorella della pace perpetua, posto sulla porta dell'edificio a rievocare la consacrazione al Salvatore dell'edificio stesso, per quella redenzione perpetua che l'imperatrice aspetta nella vita divina.
Di contro sta il più grande Santo romano che abbia seguito Cristo portando la propria croce: il martire Lorenzo.
La volta paradisiaca del grande ingresso, con i simboli della luce, mostra bene il tema fondamentale della concezione che il vescovo di Ravenna Pier Crisologo e l'Augusta Galla Placidia avevano del percorso verso il premio dell'eternità del cristiano.
Questo Mausoleo, pertanto, pur essendo assai simile ai grandi mausolei pagani nella pianta centrale, nell'unica porta d'ingresso, nel tetto sormontato dalla pigna e nella sobrietà esterna, é interamente rivestito all'interno dei simboli cristiani dell'immortalità e della vita eterna.
2. Il Battistero cattolico, detto Neoniano, per i mosaici fatti fare da Neone (anno 458) ha la originale addizione della simbologia del Paradiso e la meravigliosa presenza dei profeti negli stucchi, splende per le tarsie marmoree, gli stucchi e i mosaici policromi nella cupola. Nessun battistero dell'antichità cristiana, neppure quello di Roma al Laterano, può competere, per perfezione musiva e conservazione monumentale con questo di Ravenna.
Il suo pregio sta soprattutto nei cicli musivi, arricchiti dai meravigliosi stucchi dei sedici profeti: quattro maggiori, dodici minori. Tre sono i registri musivi di questo battistero: quello centrale con il battesimo di Cristo da parte di Giovanni nel fiume Giordano; il registro mediano con i ritratti dei Dodici Apostoli, formanti due processioni guidate da Pietro e Paolo; il terzo registro con le etimasie e le sedi vuote nell'architettura del giardino quale paradiso celeste, che simboleggia il sito della destinazione delle anime per la vita eterna.
3. Del periodo più fulgido del regno dei Goti, il Battistero degli Ariani, é l'edificio di culto a pianta ottagonale, con la cupola ornata da un mosaico che rappresenta il battesimo di Cristo. Si possono ammirare gli splendidi mosaici della transizione dal V al VI secolo. I due registri musivi della cupola illustrano il Battesimo di Cristo nel Giordano, evidente imitazione del battistero cattolico.
Qui manca il registro di altari e troni; vi é solamente uno splendido trono nel sito orientale. Qui gli apostoli, che recano corone di vita-gloria-vittoria come nell'altro battistero, sono spartiti non da candelabri simbolo di luce, ma da palme simbolo di vita.
La differenza principale, tuttavia, sta in due punti: in primo luogo il Cristo degli Ariani non viene dall'oriente, ma va verso oriente; in secondo luogo, dal becco della colomba fluisce sul capo del Cristo un fiotto d'acqua, non è fuoco, non é spirito o soffio. Un Cristo che va verso Oriente é nell'immagine ariana un cristo che diventa Dio al momento del Battesimo nel Giordano e che é 'divinizzato' dall'acqua primordiale: primordiale creatura rigeneratrice sulla quale abitò lo spirito di Dio.
4. Sempre sotto il regno di Teodorico, per la pratica del culto ariano, venne costruita la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, consacrata poi al culto cattolico. È fra le basiliche del ravennate quella più carica di storia, difatti, rappresenta la sintesi del regno ostrogoto di Teodorico e dell'impero di Giustiniano.
Questa gloria del potere del re goto é ritratta nei grandi quadri del Palatium, con la città di Ravenna e del Portus, con la città di Classe.
Sono tante le rappresentazioni musive di città antiche, ma nessuna pareggia l'idea di Teodorico di appropriarsi di Ravenna mostrandola dominata dal proprio palazzo e dalla sua corte.
Teodorico, che esaltò la cultura della classicità greca e latina, affiancandovi la cultura dei Goti, volle mostrare coniugato col suo potere regale politico, il potere di Christus Rex, posto nella parete di destra fiancheggiato dai quattro Arcangeli. Era nell'esposizione delle figure di Profeti, Apostoli, Evangelisti con Codici, libri, rotoli, che Teodorico legittimava il prestigio della sua cultura e del suo potere.
Un monumento storico, artisticamente sublime che l'arcivescovo Agnello modificò togliendo i magistrati ariani e integrò con le processioni trionfali nella cultura cattolica di Santi, Sante, Re Magi, dove S.Martino e S.Eufemia sono emblematicamente messi per primi perché anti-ariani per vocazione religiosa consacrata.
Ne esce una communio sanctorum quale sintesi di alto significato simbolico.
5. Il Mausoleo di Teodorico è un episodio architettonico unico ed irripetibile: costruito con grandi blocchi di sasso istriano, a pianta centrale, si sviluppa su due piani. Resta un edificio misterioso, perché mai completamente interpretato, fu fatto costruire dal re goto Teodorico nel 520 d.C. per farne il suo sepolcro.
Esempio di arte della tarda antichità, nella sua monumentalità, rappresenta bene la potenza e lo spirito di Teodorico. È coperto da un unico grande masso del diametro di poco più di 10 metri, spesso un metro e dal peso di oltre 300 tonnellate, probabilmente uno dei più grandi monoliti al mondo usato come cupola.
Una corona di 12 medaglioni, porta incisi i nomi dei 4 evangelisti e di 8 apostoli, come una corona regale o l'elmo del guerriero. Poco sotto il disco inizia una grande fenditura, prodotta forse durante i lavori di messa in opera del monolite. Secondo la leggenda la cupola sarebbe stata spaccata dalla folgore divina che, abbattendosi su Teodorico seduto all'interno, lo avrebbe ucciso come punizione per i suoi delitti. Si sarebbe così avverata la profezia secondo la quale egli doveva morire colpito dal fulmine. Ed era proprio per evitare l'avverarsi della profezia, continua la leggenda, che il re aveva fatto costruire il solidissimo edificio quando ancora era in vita.
Al piano superiore vi è un grande sarcofago a vasca di porfido: esso può avere contenuto le spoglie di Teodorico che però vennero rimosse durante il dominio bizantino.
6. La Cappella Arcivescovile è l'unico monumento ortodosso durante il regno di Teodorico. L'oratorio del Laterano e gli oratori degli antichissimi episcopi sono tutti scomparsi; solo a Ravenna si sono conservate queste meraviglie di sommo valore artistico (fine V secolo).
Il coltissimo vescovo Pietro II, che volle gli eccellenti venti esametri musivi dell'atrio, pose sulla porta il Cristo soldato con la croce sulle spalle, richiamando il Cristo vincitore con la croce di trionfo del precedente Mausoleo di Galla Placidia.
Il Cristo guerriero che calpesta le belve dell'eresia ariana é un atto di accusa contro l'allora dominante governo politico di Teodorico Re ariano.
Originale creazione per rapporto alla Messa che si celebrava quasi quotidianamente nell'oratorio dal vescovo e dal clero del palazzo, é il sacrificio di Cristo portato in cielo dai quattro Arcangeli.
Inoltre i ritratti di Evangelisti, Apostoli, Santi e Sante assortiti dall'oriente, dall'occidente e dall'Africa, esprimono l'unità della fede dell'ecumene cattolica del cristianesimo antico, prima delle divisioni dei barbari e degli Ariani.
7. La Basilica di San Vitale è una delle più pure creazioni dell'arte paleocristiana in Italia, una forma di transizione dell'architettura classica a quella bizantina. Iniziata sotto il dominio dei Goti nel 527 dal vescovo Ecclesio, fu portata a termine dal vescovo Massiniano che la consacrò il 17 maggio 548 sotto il dominio bizantino.
Rappresenta uno straordinario esempio di architettura bizantina filtrata dalle esperienze costruttive romano-ravennati in cui l'arditezza della costruzione e la funzione decorativa dell'apparato musivo si completano in un connubio di felicissimo risultato, unico al mondo.
I mosaici della Basilica di S.Vitale rappresentano certamente il complesso musivo più organicamente importante dell'arte cristiana del Tardo-Antico.
L'unità e la perfezione dello stile si coniuga con l'altezza del pensiero politico-religioso che in nessun altro testo musivo o letterario riesce a celebrare, in tutto l'impero di Giustiniano e Teodora, come fanno gli articolati cicli dell'abside e del presbiterio di S.Vitale. La celebrazione del loro impero non é contenuta solo nei due quadri con Giustiniano e Teodora: nell'arco dell'abside si congiungono la dimensione politica con quella religiosa.
Nel presbiterio è illustrata anche l'unità di Chiesa e Impero, di Impero e Sacerdozio e, sopra l'arco dell'abside, tra le città simboliche di Gerusalemme e Betlemme, sta il simbolo solare con al centro l'Alfa. Tutto è incorniciato da motivi decorativi di eccellente qualità cromatica.
8. A 5 chilometri da Ravenna, fuori dalle mura dell'antico centro portuale, troviamo la Basilica di Sant'Apollinare in Classe: la mole dell'edificio del 549 con campanile cilindrico, si erge a dominare la pianura. È l'edificio di culto più illustre della chiesa ravennate proprio nella celebrazione dei suoi esordi nella storia e per la sua eccellente posizione; seconda solo a Roma nella storia della chiesa antica.
Questa basilica infatti é monumento-documento della realtà apostolico-episcopale della chiesa dei primordi cristiani.
L'imponente monumento imperiale-ecclesiale viene eretto sulla primitiva sepoltura di Apollinare, dove sulla tomba del primo vescovo ed unico martire era stata costruita una piccola basilica-martyrion.
All'interno il ritmo creato dalle 24 colonne di marmo greco venato trasversalmente, si conclude nel verde delicato del prato musivo, nel candore delle pecore, nello sfavillio della pineta di S. Apollinare, in una unità tra architettura e decorazione.
Il centro di questa basilica ecclesiale é occupato da una delle più splendide teofamie dell'antichità cristiana: la grande trasfigurazione simbolica, che occupa l'intero catino absidale in tessere di mosaico.
La croce gloriosa della risurrezione campeggia in posizione dominante e sta per il Cristo stesso primo attore della trasfigurazione. La trasfigurazione viene intesa come simbolo della Pasqua, e la Pasqua come offerta, sacrificio, Eucaristia dell'Agnello e della Croce. Sacrificio offerto per la chiesa e la comunità dei fedeli dal Vescovo Pastore inserito in un bellissimo prato fiorito, visione idilliaca del Paradiso ed i dodici agnelli, che vanno verso il Pastor Apollinare, rappresentano la chiesa di Ravenna, che concelebra la Messa.













