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Modena, Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
Modena fu una fiorente città romana sulla quale, al decadere dell'Impero, ebbero forti influenze la Chiesa e la nobile famiglia dei Canossa. Tra il X e il XII secolo venne messa in opera una serie di edificazioni sulla Piazza Grande, giunta sino ai giorni nostri praticamente intatta.
Qui nel 1194 vennero costruiti la residenza del vescovo, il Palazzo Comunale, una serie di abitazioni e di edifici municipali e commerciali. La piazza è delimitata a nord dal fianco sinistro della Cattedrale mentre il lato ovest è delimitato dal Palazzo del Vescovo. Il vecchio e il nuovo Palazzo Comunale furono saldati in un unico corpo dalla Torre dell'Orologio e armonizzati con una serie di portici e una rielaborazione della facciata. Il Palazzo del Vescovo è strettamente legato alla Cattedrale, unito ad essa da un passaggio privato.
Il Duomo fu fondato nel 1099, con la sua fitta trama di riferimenti alla cultura romana, è espressione esemplare del romanico, frutto dell'attività congiunta dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. Nel 1106 vi furono trasferite, dalla vecchia cattedrale che sorgeva nei pressi, le spoglie di San Geminiano, vescovo del IV secolo.
A partire dalla metà del XII secolo i lavori vennero affidati ai Maestri Campionesi, maestranze specializzate provenienti da Lugano, i cui lavori si protrassero per oltre due secoli. Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo fu allargata la cripta, innalzato il coro e ampliato il tetto per realizzare un falso transetto.
La Torre Civica fu innalzata assieme alla Cattedrale e fu collegata ad essa da due archi. Conosciuta come Ghirlandina la torre è alta 88 metri e caratterizza il profilo della città. La costruzione avvenne in due momenti successivi: il primo corrisponde ai sei ordini inferiori, attribuito a Lanfranco e Wiligelmo e che ricordano, per austerità e vigore, lo stile delle torri romane; il secondo riguarda il tamburo ottagonale e la cuspide che furono realizzati da Arrigo da Campione tra il 1261 e il 1319.
Wiligelmo è attivo nella Cattedrale dal 1099 al 1115: nella facciata principale egli sviluppa un ambizioso programma iconografico inteso a suggerire ai fedeli una promessa di salvezza. La sua arte severa e sintetica è documentata dalle figure dei profeti nel portale maggiore e da quelle ispirate a storie della Genesi nei rilievi popolati da uomini, animali e creature fantastiche tratti dai bestiari dell'epoca.
La Cattedrale con il suo ricchissimo apparato scultoreo rappresenta un nuovo linguaggio figurativo e insieme alla torre campanaria, meglio nota come Ghirlandina e a tutto il complesso della Piazza Grande è espressione concreta del nascente regime comunale e dell'innovativo ruolo centrale degli artisti, non più meri esecutori all'ombra di celebri committenti ma finalmente attivi protagonisti del panorama culturale e urbanistico dell'epoca.
ANNO DI ISCRIZIONE al Patrimonio Mondiale dell'Umanità 1997
Criteri I, II, III, IV: La creazione comune di Lanfranco e Wiligelmo è un capolavoro del genio creatore umano, nel quale s'impone una nuova dialettica di rapporti tra l'architettura e la scultura nell'ambito dell'arte romanica. Il sito di Modena è una testimonianza eccezionale della tradizione culturale del XII e un esempio eminente di un complesso architettonico i cui valori religiosi e civici sono riuniti in una città cristiana del Medioevo.
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