Tra Leggenda e Realtà: Castelli e Fortezze
Tra i castelli del ducato di Parma e Piacenza
Turriti e misteriosi. Regali e scenografici. Principeschi ed esclusivi. Sono i castelli del circuito del Ducato di Parma e Piacenza, perfettamente organizzati per accogliere ed emozionare i visitatori. In alcuni si può anche partecipare a cene in costume, o ascoltare liriche medioevali. Molti sono innamorati della Rocca San Vitale, a Fontanellato, circondata da un fossato ancora pieno di acqua (è uno dei pochi in Italia a conservarlo) o della fastosa Rocca Meli Lupi, a Soragna, con parco e laghetto. Romantici sono il Castello di Roccabianca e la Rocca dei Rossi a San Secondo Parmense perché ricordano l’amore di Pier Maria Rossi per la sua affascinante amante Bianca Pellegrini. In zona c’è poi la spettacolare Reggia di Colorno. Ogni castello ha una storia: ecco la Fortezza di Bardi, poco lontano da Fornovo, contesa tra le signorie del tempo, poi il Castello di Montechiarugolo, con un panorama superbo sulla Val d'Enza, il Castello di Felino, oggi meravigliosa sede di mostre e convegni, il Castello di Compiano, pieno di torri e circondato dai boschi ricchi di tartufi della suggestiva Val di Taro. E ancora la Rocca di Sala Baganza, residenza estiva dei Farnese e il Castello di Torrechiara, uno dei più suggestivi e meglio conservati della regione: fra i suoi tanti tesori, c'è la Sala d'Oro, ispirata all'amor cortese.
In tour tra i castelli matildici
È un tour di emozioni quello tra i castelli di Matilde di Canossa. Partendo da Reggio Emilia si può percorrere l'anello classico: si attraversano i comuni di Cavriago, Bibbiano e si sale a Quattro Castella. Qui c'è il castello di Bianello (e la rievocazione storica l'ultima domenica di maggio), l'unico sopravvissuto dei quattro castelli della zona. Si prosegue poi per Canossa, ammirando scorci di natura incontaminata. Lungo la strada ci si può fermare alla chiesetta della Madonna della Battaglia, eretta da Matilde a ricordo dello scontro vittorioso contro l'esercito dell'imperatore (1092). Oggi della suggestiva Rocca di Canossa, luogo della leggendaria penitenza dell’imperatore Enrico IV, nei confronti di papa Gregorio VII sono rimasti solo pochi ruderi a testimonianza della passata grandezza: resti della Cripta della Chiesa di S. Apollonio, delle mura del Palazzo dei Ruggeri (XVI sec.), torri e torrette, la cisterna. Il piccolo ma rinnovato Museo Nazionale "Naborre Campanini" conserva alcuni preziosi reperti tra cui un fonte battesimale monolitico del XII sec.
A ovest della rupe, sorge possente il Castello di Rossena edifi cato a difesa del più importante castello di Canossa. Rientrando verso la città, si può scendere a Votigno, antico borgo ricostruito in pietra locale e attuale sede di un importante Centro di Cultura Tibetana. Prima di giungere a Reggio Emilia, lungo la SS. 63, ecco la settecentesca Villa d’Este, circondata da un bacino artifi ciale, bella dimora estense detta un tempo "Fuggi l'ozio".
Circuito terre Estensi
Anche nel modenese si possono visitare grandi manieri e palazzi. Se si ottimizzano i tempi si può vedere molto anche in una giornata. Il castello delle Rocche a Finale Emilia è il tipico castello medioevale, e la sua storia è un classico: edifi cato intorno al 1000 per scopi militari, con il Rinascimento fu convertito in una sontuosa residenza. Mole quadrilatera e torri angolari, invece, caratterizzano la Rocca di San Felice sul Panaro, c’è anche la sala dove soggiornò papa Giulio II nel 1511.
A Carpi fu la dinastia dei Pio a trasformare il feudo in una piccola e capitale rinascimentale. Il cuore della città è la quattrocentesca Piazza Martiri, dove si affaccia il Castello dei Pio con torri, torrioni e lo splendido cortile bramantesco. All'interno si snoda un percorso tra gli affreschi dell'appartamento rinascimentale. Furono proprio i Pio, assieme agli Estensi, a trasformare in splendide magioni anche la Rocca Calcagnini di Formigine, e lo stesso accadde al castello di Spezzano, dove la Sala dei Casti mostra tutti i castelli, paesi e borgate appartenute ai Pio. E per finire, il Castello di Levizzano Rangone, documentato prima del 1000, e il Castello di Sestola, di origine medievale, situato in cima a uno sperone e con una pianta a stella tipica delle cittadelle militari.
La Via Emilia verso Imola e l'Appennino bolognese
Per questa passeggiata, (incantevole con la bella stagione), bisogna mettere in conto una giornata: da Bologna si sale sull'Apennino, verso la Toscana. Si parte da Ozzano Emilia e dopo 6 chilometri di salita in direzione Settefonti ci si ritrova immersi in un ambiente collinare incontaminato.
È il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa con il borgo medioevale di San Pietro e la vicina Abbazia di Monte Armato. Riscendendo sulla Via Emilia si arriva a Castel San Pietro Terme, con la sua fortezza, costruita dai bolognesi nel 1198. Oggi è un suggestivo luogo di vacanze e di benessere.
Un borgo da favola è Dozza lmolese, con le sue casette basse e i muri dipinti da artisti, anche di fama internazionale. In cima alla salita principale si erge la possente Rocca Sforzesca con l'Enoteca regionale. Molti conoscono Imola solo per la Formula 1. In realtà è una bella città d'arte, con un centro storico porticato, Palazzo Tozzoni e numerosi pregevoli conventi e chiese. Da Imola si prende poi per l'Appennino e si resta incantati dal paesaggio e dai paesi: Casalfiumanese e la Casatorre di Sassoleone, Borgo Tossignano, con il Palazzo Baronale, Fontanelice con la Torre degli Alidosi e, infine, Castel Del Rio, con l'imponente Castello Alidosi, il Museo della Guerra, il curioso Museo del Castagno e il bellissimo ponte a schiena d'asino degli Alidosi.
L'antico castello dei Manfredi
Non è famosissima al pubblico di massa, ma proprio per questo la visita all'antica Torre di Oriolo dei Fichi, ha il fascino della scoperta e dell'esplorazione. Bisogna spostarsi di circa 8 chilometri (magari a piedi o in bicicletta) fuori città per arrivare al borgo di Oriolo dei Fichi, sulle prime colline faentine. È qui che si erge in tutta la sua nobiltà la Torre. Quello che vediamo é ciò che rimane del castello (1476) della dinastia dei Manfredi, signori di Faenza.
La torre era il bastione dell'antica rocca e veniva utilizzata come punto d'avvistamento contro le temute incursioni dei nemici. Oggi la torre di Oriolo dei Fichi è sede di un piccolo museo di reperti archeologici e di una mostra-vendita di prodotti tipici, tra cui i vini DOC e DOGC della Strada del Sangiovese e dei Sapori delle Colline di Faenza. Ma è soprattutto il paesaggio circostante, dolce e rinascimentale, che circonda di poesia questo misterioso edificio.
Accanto alla Torre si apre il bellissimo "Parco delle Ginestre", una vera oasi protetta dove si possono osservare le nidificazioni di specie rare. Diversi sentieri e trekking fanno tappa alla Torre di Oriolo dei Fichi: il Sentiero di San Biagio Antico, il Sentiero di San Mamante e il Sentiero Corolla delle Ginestre.
Castelli e fortezze eretti dai Malatesta
Tutto l'entroterra di Rimini è segnato da castelli e manieri. Man mano che ci si allontana dal mare, la frequenza di avvistamento di rocche, torri, castelli e fortezze che spuntano da cime e cocuzzoli, accelera freneticamente. E pensare che tante strutture difensive avevano un unico proprietario: i potenti Malatesta. Che così tenevano sotto controllo eventuali incursioni nemiche. Ma i castelli dovevano essere anche belli perché, si sa, erano anche dimore di rappresentanza.
Ecco perché oggi il tour dei castelli è così suggestivo. Da dove cominciare?
Imboccando la Valmarecchia, appena fuori Rimini, se ne incontrano diversi, ma meritano una sosta le rocche di Santarcangelo e di Verucchio, considerata la culla dei Malatesta. A due passi ci sono due castelli, uno dirimpetto all'altro: Torriana e Montebello. In quello di Montebello, la Rocca dei Guidi di Bagno, vaga il fantasma di Azzurrina. Spostandosi in Valconca, è davvero bellissima la Rocca di Montefi ore, che ha ospitato re, papi e imperatori. Uno stile completamente diverso è il castello-centro storico di Montegridolfo. Era un borgo ormai cadente quando fu acquistato dalla stilista Ferretti che lo ha completamente restaurato: dalle casette alle stradine lastricate. Oggi ospita un albergo di lusso, osterie e botteghe tipiche artigianali.











